DAGi iPad stylus P501: perché posso farne a meno

Prima delle ferie ho ordinato una penna capacitiva da usare con iPad.
In precedenza avevo fatto alcune ricerche sui tipi di penne disponibili, e quelle di DAGi sembrano essere le più gradite da chi utilizza iPad per disegnare.
Le penne DAGi hanno il fondamentale vantaggio di avere un puntatore trasparente che mette nella condizione di vedere dove si sta tracciando.
Dopo aver utilizzato la penna per un periodo di tempo a mio avviso abbastanza lungo da annoverarmi tra gli stoici, posso dire che non la userò più.

Uhuhuh #DAGi

Sia chiaro: nulla contro la DAGi. Ho semplicemente capito che non mi serve una penna capacitiva.
La DAGi tutto sommato si lascia usare discretamente bene per prendere appunti, ma anche con il puntatore trasparente una precisione reale non è garantita, e se la precisione “al pixel” non è necessaria nella scrittura, nel disegno è importante.

Il problema è che usare una penna su iPad significa dover “imparare” un’altra volta a disegnare, perché la risposta è diversa dal disegno su carta e dal disegno con le dita.
L’uso della penna replica un po’ le dinamiche del disegno tradizionale, ma stiamo pur sempre parlando di un dispositivo touchscreen da usare con le dita.

In concreto: per essere precisi e fermi bisogna posare la mano sulla superficie di iPad esattamente come facciamo con il foglio da disegno, con conseguente scarabocchio. Una soluzione può essere quella di usare un guanto, ma lo trovo scomodo.
La penna DAGi ha un puntatore in plastica liscia trasparente che scorre troppo facilmente sulla superficie di vetro, la risposta è ben peggiore di quella di una penna grafica Wacom, per intenderci. Viene automatico tentare di usarla come una matita, ma non c’è attrito.
Il puntatore ha un piccolo “mirino”, ma non può essere preciso perché la sua superficie intera fa reagire iPad, di conseguenza basta inclinare poco-poco la punta (magari facendo una banalissima curva) che il mirino non è più realistico.

Se si è già abituati a disegnare su iPad o iPhone, gli stessi effetti ottenuti con la penna possono essere raggiunti in modo più veloce e spontaneo con le dita. Per la precisione, trovo che usare molto lo zoom sia ancora la soluzione migliore.


Data: lunedì 30 agosto 2010 alle 09:45
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Categorie: Blog
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