TDoR: Io sto con le prostitute
Qualche anno fa a una mia amica è capitato di preparare le valigie in quattro e quattr’otto e di sparire dalla circolazione per un po’ di tempo.
Le era capitata una storiaccia e non si sentiva al sicuro: un paio di notti prima della sua partenza aveva avuto la sfortuna di incontrare il cliente sbagliato.
La mia amica è una prostituta transessuale che è stata fermata dalla polizia mentre si appartava con un uomo. Sfortuna vuole che questo cliente fosse un politico cattolico che aveva fatto dei valori della famiglia tradizionale il suo vessillo.
Fortunatamente alla mia amica non è successo nulla di particolarmente grave, mettendo da parte la paura di subire ripercussioni e la fuga iniziale. Ci sono casi in cui le cose non vanno esattamente così.
In casi come questi, la prostituta transessuale è quella che paga, sempre.
Si deve nascondere, deve fuggire, viene perseguitata dalla stampa, ha paura di quello che sa e nessuno si preoccupa di quel che le accadrà: neanche fosse andata lei a cercarsi il politico o VIP di turno. Questi ultimi invece trovano sempre il modo di riciclarsi, cadere in piedi o trovare una stampella con cui reggersi.
Nella giornata del Transgender Day of Remembrance voglio ricordare in particolar modo le prostitute trans, perché agli occhi del mondo, nella scala sociale, stanno sull’ultimo gradino.
E forse tutti i gruppi discriminati dovrebbero cominciare a domandarsi quale necessità ci sia nel suddividersi ancor di più nel proprio interno, nel credersi un po’ più rispettabili di altri.
Tag: LGBT, transfobia
Categorie: Appunti
Segui la discussione di questo post via RSS.
Puoi lasciare un commento | trackback
