Le mie considerazioni su Wired Italia (carta e web)
Abbonamento
Conveniente ma non l’ho fatto. Mai potuto fare un abbonamento: non c’è la portineria e nel mio palazzo si fregano pure la pubblicità. Pure i biglietti d’auguri di SPAM. In più gli abbonati sono trattati come lettori di serie B (sapevatelo).
Copertina
Mi piace la scelta della Montalcini. Perché é una grande mente italiana, è una donna, e a cent’anni è più moderna di certi nostri matusa di trent’anni. Aliena: sì, e con vanto. Considerando inoltre che si tratta di una rivista nuova, mettere in copertina una persona conosciuta da 200 persone in Italia sarebbe stato un po’ come schiantarsi contro la montagna sacra a 5 minuti dal decollo, commercialmente parlando.
Grafica
Più sobria dell’edizione americana, com’era prevedibile. Ma è lo stesso abbastanza gradevole e varia. Mi piacerebbe vedere qualche illustrazione italiana, ma in questi casi all’editore conviene di più sfruttare quel che c’è già nella versione US. Molta infografica.
Articoli
C’è un bel pezzo su Arduino (US), mi è piaciuto. Il pezzo di Al Gore un po’ meno, abbastanza banale. Bella l’intervista alla Montalcini (ITA), Il giorno perfetto (24 realtà italiane) offre un sacco di informazioni che mi erano sconosciute, interessante il pezzo su Facebook e Egitto (US). Gli altri pezzi “di punta” li devo ancora leggere.
La sezione dedicata alle recensioni hardware è buttata giù in stile Jack, boxettini di tre righe, grafica a gogo. La sezione FAQ è quasi imbarazzante (come scaricare i video da YouTube?), forse potrebbe essere utile per i lettori che non usano molto internet, non usano molto i Pc e non usano molto la posta elettronica (il tipico lettore di Wired, insomma).
Si trova anche qualche contributo trendy (Linus, Cabello), qualche vezzo culturale (Coelho), qualche cosa da blogosfera punto it tipo Aranzulla, geekissimo e un inquietante riquadro su Marco (Montemagno) Evangelista dell’internet.
In generale i contenuti interessanti ci sono, e offrono qualcosa di diverso da quel che si più trovare in rete. Bisognerà cercare di capire se i contenuti più interessanti verranno dalle traduzioni della versione US o meno, ma questo lo dirà il tempo.
Carta e tecnologia
Forse sarà un’opinione impopolare, ma sono convita che ci sia ancora spazio per le pubblicazioni su carta riguardanti la tecnologia.
Il web offre una versione, la carta un’altra. L’approfondimento sul web è affidato al lettore: spesso leggiamo articoli brevi, se vogliamo sapere qualcosa di più di un certo argomento dobbiamo cercare, cercare, cercare e riunire i pezzi. E correggere quel che abbiamo letto.
Chi scrive per il web sa quanto sia difficile portare l’approfondimento su pixel, da una parte perché il lettore non ha voglia di leggere a schermo un articolo troppo lungo e complesso, dall’altra perché la richiesta principale è il tempismo, che non è amico della ricerca e dello sviluppo di testi ricchi e comprovati.
Con un mensile su carta ti puoi permettere il lusso di prenderti il tuo tempo, verificare al 100% se le informazioni sono corrette e precise, contattare e parlare con le persone, provare i prodotti per il tempo necessario. La fretta non è amica della creatività in nessun campo.
Wired.it
Si presenta abbastanza bene come impostazione, alcune sezioni sono azzeccate (la mia preferita è quella fotografica), ma in generale non ho fiducia dei progetti editoriali che differenziano la redazione del cartaceo da quella web: si rischia di prendere direzioni e obiettivi diversi.
Di solito succede che il progetto web diventa un accessorio, e c’è il rischio di creare informazioni dissonanti a causa della mancata interazione tra le due redazioni (su carta il nuovo Blackberry fa schifo, sul web non è niente male).
Dalla nota scritta in fondo all’articolo presumo che il caricamento dei contenuti non sia affidato ai collaboratori ma a una persona apposita. E’ un lavoro ingrato che ho fatto anch’io per un po’ di tempo, e rallenta notevolmente l’aggiornamento del sito. Un atteggiamento abbastanza 1.0 che espone facilmente ad errori, perché il giornalista web non è solo colui che scrive un testo su word. Almeno, io mi illudo che non sia così.
News e recensioni sono fuori tempo massimo: funzionano meglio sui siti iperspecializzati in un microsettore. Quel treno è perduto.
Wired, la rivista su internet
Wired è una rivista che parla di innovazione, non di internet e della blogosfera. Da quel che ho letto sui social network, mi pare che non sia chiaro a tutti.
Il direttore non ci caga
Tempo fa ho criticato Riccardo Luna per aver aperto un blog (su Tumblr) chiuso ai commenti. Li ha aperti.
Luna è iscritto in prima persona ai vari social network, ed è stato criticato per il fatto di non usarli correttamente. Vero. Ma secondo me ha peccato più di ingenuità che altro, e forse non è stato consigliato a dovere: gli account prendono tempo, un tempo che un direttore per far bene il suo lavoro non ha.
Gli account di una testata vanno curati da persone scelte apposta per quello, il social network non è un modo per fare le cose in poco tempo sperando che si muovano da sole.
La colpa è di qualche esperto 2.0 che ha consigliato male Luna, dunque smettiamo di dargli addosso.
Forse non si è capito ma
Il primo numero di Wired non mi dispiace affatto.
Tag: riviste, wired italia
Categorie: Appunti
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sul discorso luna/social network ho rivisto nache io il mio pensiero, il direttore ha la cazzimme per essere un visionario e comunque un coraggioso, e ho capito che è stato malconsigliato, per il resto ho sfogliato la rivista e nel complesso, trovo che abbia qualcosa da dire e che sia un buon progetto
Sicuramente il social network ad un certo punti gli si è addirittura rivoltato contro. Quando crei molta attesa e aspettativa, quasi sempre scontenti qualcuno. Sì, anche io l’ho criticato spesso, ma forse ci aspettavamo tutti troppo, ed è facile giudicare da qui. Secondo me per lui la cosa migliore sarebbe scegliere un solo strumento e dedicarsi a quello, al resto che si dedichi lo staff web (ma essendo separato dalla redazione…)
Al di là di valutazioni sui contenuti e di tempismi il punto debole di Wired potrebbe essere proprio lo scollamento tra carta e web, che non “lavorano” insieme per raggiungere lo stesso obiettivo: soddisfare e conquistare i lettori.
nda
Ma allora non è una roba per fighetti? ;)
Ti so sensibile e di buon gusto e mi hai incuriosito; domani, o più tardi, passando per l’edicola non farò la faccia intimorita e perplessa di prima e mi ravanerò nelle tasche in cerca di spicci… (Lo so che costa 4 €, ma detta così fa più scena)
Infatti credo che gli editori dovrebbero capire bene quel che vogliono fare: a cosa serve il sito della nostra testata? Riempie le lacune della carta? Spinge le vendite del cartaceo? e sviluppare il progetto di conseguenza, creando così una sinergia tra rivista e web
Fighetti? Le pagine finali sui prodotti lo sono un po’, poi dipende molto da come si interpreta il fighettume :) diciamo che non è sul genere rolling stone, ecco.
se ti registri online ottieni un buono da spendere in edicola che ti farà pagare la rivista UN euro invece che quattro … secondo me la rivista quell’euro lo vale (dando dati fasulli al momento della registrazione su web, ovvio :-P )
chi si era registrato su wewired riceveva una copia gratis (che a me però non è ancora arrivata)
Io pure, gli avevo dato addosso, al signor Luna, per la discontinua presenza in rete (del tipo che faceva un annuncio su FriendFeed e poi non sembrava dar retta ai commenti che ne seguivano), probabilmente un direttore ha davvero poco tempo per cazzeggiare in rete e quindi, come dici tu, forse è proprio stato consigliato male da qualcuno (i nomi, fuori i nomi di questi presunti tecnievangelisti!).
Io, comunque, preferisco le versione americana, molto meno fighetta -l’orologino scic, l’auto, la palestra da casa, son tutte robe da Men’s Health, per non dir peggio, eh, e sinceramente ha stracciato un po’ i maroni questo stile di vita super laccato che le riviste da uomo tendono a sdoganare-.
Vero, infatti le pagine dedicate ai prodotti sono terrificanti e fuori linea (anche se mi sembra che una linea precisa non ci sia ancora nel progetto totale).
beh se la son presa talmente lunga che non depone molto a loro favore dire che non hanno ancora un linea ben precisa, eh