Tira più un pelo di *Flickr* che un carro di buoi
Questa è una cosa che dice sempre un mio amico. Anche se non la dice esattamente così :)
Comunque sia, oggi stavo guardando le statistiche del mio account Flickr. Le statistiche estese, disponibili solo per gli account Pro.
Come immaginavo, le mie foto più inflazionate sono quelle del Sex Machines Museum di Praga, seguite da una serie di scatti di una radio valvolare che avevo raccattato dall’immondizia e da alcune foto dell’Islanda (che tra l’altro non ho ancora finito di caricare).
Le statistiche permettono di avere accesso all’origine del traffico, così ho scoperto che Excite ha utilizzato una delle mie foto dei sex toy per la gallery Best sex inventions.
Un altro scatto è finito invece su Wikimedia.
Qui invece hanno usato la mia gloriosa Geloso, mentre Yahoo!Viaggi utilizza un widget Flickr per pescare le foto degli utenti (nel caso dell’Islanda, ci sono le mie).
Al di là delle considerazioni tematiche, tutto questo dimostra che applicare delle licenze non troppo restrittive può facilitare la distribuzione dei contenuti.

e un “rientro” al tuo operato ?
come pensi sia possibile capitalizzare la tua inventiva, il tuo estro, la tua fortuna di esser stata scelta come fonte iconografica (o altro ?)
Nessuno, ovviamente. Diciamo che in questo caso non mi pongo il problema: non è che io sia sta fotografa eccezionale, non aspiro a “monetizzare” i miei contenuti… Se però qualcuno dovesse utilizzare il mio materiale grafico o artistico senza chiedermi un’autorizzazione o violando una specifica licenza… beh. Dovrei farci i conti. Quando carichiamo dei contenuti dovremmo domandarci cosa ne vogliamo fare, come e perché, tenendo presente i potenziali rischi.